La delusione è dura da sorreggere per chi ti ascolta, quando tu hai un crollo interno dovuto proprio alla delusione di aspettative o speranze, chi ti ascolta deve saperti reggere...figurati se chi ti ascolta non può farcela, figurati che male che ti fa. E lì o ti ripigli da solo, subito (devi saperlo fare), o sei fottuto perchè ti si incista e non la trovi più se non con molta fatica, ma intanto esce sotto altre forme difficilmente distinguibili.
In ogni caso, quando ti riprendi da solo perchè sai come si fa, qualcosa si strappa sempre e comunque, non puoi sanare tutto da solo, semplicemente non dipende tutto da te.
Per la seconda volta ti chiede di uscire, per la seconda volta dici di si e per forza di cose ti crei aspettative per la serata easy, puntualmente non può ma te lo dice poco prima e ti dice anche il motivo: una persona ha un problema, una paura, e la vuole con sè.
Andare da questa persona significa rafforzare la sua paura.
Non andarci è un atto d'amore, lei si mette in una posizione scomoda è vero, però non l'aiuta a farsi del male rifuggendo il mondo.
Inoltre, andandoci, non avrà cura di te e questo è tristemente vero. Di te che sei nella posizione invece di poter ricevere cure. Perchè?
Perchè un cavaliere sostanzialmente fa tre cose:
1. Ascolta
2. Chiede aiuto
3.Da un consiglio
Ascolta chi, e solo chi, è disposto a mettersi in gioco - non chi lo usa come secchio del vomito o rafforzo alle sue paure/manie/ossessioni/paranoie/etc - perchè gli tolgono energie che deve utilizzare con chi invece in gioco ci si mette e si fa male anche solo per essere lì.
Chiede Aiuto quando non sa come agire, non che decide in autonomia e poi si autocommisera in modo vittimistico.
Da un consiglio una volta ogni tanto, quando sa che può darlo.
Sei stato bravo a reagire da solo, sapevi come fare e hai ristabilito tutto. EPPURE...qualcosa si è strappato. Non potevi farci nulla, non dipendeva tutto da te.
mercoledì 4 dicembre 2013
martedì 3 dicembre 2013
Demotivation
Chi aiuta si prende un impegno e non si deve fare smontare dalla demotivazione dell’altro. Per tale ragione, è fondamentale individuare quali sono i demotivatori o le energie di demotivazione.In tutte le famiglie, in tutti i luoghi di lavoro è sempre presente qualcuno che, di fronte ad una nuova proposta e di fronte all’entusiasmo altrui, trova da ridire e sottolinea la difficoltà dell’impresa. Ciò significa togliere la speranza e la fiducia . Per neutralizzare il demotivatore, è, pertanto, essenziale essere pronto a porre un immediato tappo, che argini l’intervento demotivante. Per esempio dicendo:”Va bé, ma tanto tu hai sempre da ridire!”
lunedì 2 dicembre 2013
Non sei dislessica nè, tanto meno, disgrafica.
Non al pc almeno, credo anzi che tu sia ansiosa in aggiunta a problemi di concentrazione, nulla di così remoto e grave.
E tuttavia la concentrazione è ciò che da inizio alle danze, poi se ti viene fatto notare, arriva l'ansia con mal di testa, tremori, pianti, e chi più ne ha più ne metta il tutto riducendosi alla paura del giudizio e dell'inadeguatezza.
Dovresti leggere qualcosa a voce alta, almeno per i termini, la punteggiatura ed il significato delle parole poichè hai un vocabolario scarno, eppure anche questo è facilmente recuperabile.
Esci da quella casa.
Esci e vattene lontana, è lì che covano i tuoi casini.
Indipendenza.
Facili a dirsi mi dirai, credimi è più facile uscire che pensare di farlo.
La concentrazione? Va e viene, vero? Quella parola era chiara in testa eppure ne hai scritta un'altra, tu stessa ti stupisci.
Quando senti che ti viene sonno fai una cosa: segnati che ora è, poi calcola quando mettere la sveglia a botte di un'ora e mezza.
Mettiamo che tu ti addormenti alle 23.00 e che devi essere al lavoro/scuola alle 08.00.
1. Calcoliamo dalle 23.00 a tranches di 1 h e 30 min
23.00 - 00.30 - 02.00- 03.30 - 05.00 - 06.30 - 08.00
2. Mettiamo la sveglia all'ora più vicina al nostro limite imposto da scuola/lavoro per non arrivare tardi
Metti la sveglia alle 06,30 poichè il ciclo rem si consuma ogni 90 minuti circa, se ti svegli prima o dopo il tuo sistema interno ne risente e lì insorge una così detta *levataccia*.
Provaci, prendi quest'abitudine.
Non al pc almeno, credo anzi che tu sia ansiosa in aggiunta a problemi di concentrazione, nulla di così remoto e grave.
E tuttavia la concentrazione è ciò che da inizio alle danze, poi se ti viene fatto notare, arriva l'ansia con mal di testa, tremori, pianti, e chi più ne ha più ne metta il tutto riducendosi alla paura del giudizio e dell'inadeguatezza.
Dovresti leggere qualcosa a voce alta, almeno per i termini, la punteggiatura ed il significato delle parole poichè hai un vocabolario scarno, eppure anche questo è facilmente recuperabile.
Esci da quella casa.
Esci e vattene lontana, è lì che covano i tuoi casini.
Indipendenza.
Facili a dirsi mi dirai, credimi è più facile uscire che pensare di farlo.
La concentrazione? Va e viene, vero? Quella parola era chiara in testa eppure ne hai scritta un'altra, tu stessa ti stupisci.
Quando senti che ti viene sonno fai una cosa: segnati che ora è, poi calcola quando mettere la sveglia a botte di un'ora e mezza.
Mettiamo che tu ti addormenti alle 23.00 e che devi essere al lavoro/scuola alle 08.00.
1. Calcoliamo dalle 23.00 a tranches di 1 h e 30 min
23.00 - 00.30 - 02.00- 03.30 - 05.00 - 06.30 - 08.00
2. Mettiamo la sveglia all'ora più vicina al nostro limite imposto da scuola/lavoro per non arrivare tardi
Metti la sveglia alle 06,30 poichè il ciclo rem si consuma ogni 90 minuti circa, se ti svegli prima o dopo il tuo sistema interno ne risente e lì insorge una così detta *levataccia*.
Provaci, prendi quest'abitudine.
Piccolo colibrì
Piccolo colibrì che vivi in una gabbia, non hai mai visto altro, non pensi vi sia un Mondo;
Le ali sono piccole, strenua la fatica per muovere anche un piccolo balzello;
Ci hai provato qualche volta, il dolore e la fatica ti hanno detto che era inutile provare.
Piccolo colibrì che vivi in una gabbia, ti hanno aperto uno spiraglio, con fatica questo è vero, ma alla fine è andata bene;
Chi poteva farlo, per te, non ha esitato. Non ti ha solo portata in volo, ti ha insegnato come volare.
Piccolo colibrì che vivevi in una gabbia, appena sei stato sicuro del tuo volo l'hai spiccato, lasciando indietro chi ti ha insegnato.
Giusto o sbagliato, che importa ormai? Il cielo è vasto, sereno o nero pece...il cielo è la tua strada, vola basso oppure in vetta, vola solo o in uno stormo, continua a volare e spera di saperti adattare alle correnti, scegli tu se lasciare indietro chi vola con te o se fermarti ed aspettare.
Chi è rimasto nella gabbia per permetterti di fuggire non potrà più aiutarti, ormai è il passato, e come i morti l'hai dimenticato.
Le ali sono piccole, strenua la fatica per muovere anche un piccolo balzello;
Ci hai provato qualche volta, il dolore e la fatica ti hanno detto che era inutile provare.
Piccolo colibrì che vivi in una gabbia, ti hanno aperto uno spiraglio, con fatica questo è vero, ma alla fine è andata bene;
Chi poteva farlo, per te, non ha esitato. Non ti ha solo portata in volo, ti ha insegnato come volare.
Piccolo colibrì che vivevi in una gabbia, appena sei stato sicuro del tuo volo l'hai spiccato, lasciando indietro chi ti ha insegnato.
Giusto o sbagliato, che importa ormai? Il cielo è vasto, sereno o nero pece...il cielo è la tua strada, vola basso oppure in vetta, vola solo o in uno stormo, continua a volare e spera di saperti adattare alle correnti, scegli tu se lasciare indietro chi vola con te o se fermarti ed aspettare.
Chi è rimasto nella gabbia per permetterti di fuggire non potrà più aiutarti, ormai è il passato, e come i morti l'hai dimenticato.
venerdì 29 novembre 2013
PREvaricare è POSsibile..ma ti fai male
Se me cerchi me ce trovi, come dice una mia carissima amica di Roma, tale "Tiranno" Laura.
Ed è proprio così, utilizzare il dono ci che viene fatto in termini di amore e cura per noi da parte di altri, contro loro stessi andandone a modificare il vero significato in una chiave puramente rivista..è un errore che si paga caro.
Prevaricare, Demotivare, Squalificare, Intimidire, Istigare, Sedurre, Manipolare, Imbrogliare, Opprimere...sono tutte cose che si possono fare, certamente, non fosse che attuandole ci si rigirano contro per strade diverse, complesse ma non oscure. Per non parlare del fatto che se si incrocia un Cavaliere finisce la pacchia, poi dipende dalla propensione dello stesso cavaliere, alla pietà.
Reinterpretare alcune azioni, mosse dal desiderio di aiutare nel concreto e trasformarle in pseudo squalifiche non è stata una bella mossa, tuttavia concordo con la visione di Hunter Adams corretta alla Masini Enzo...comprendo la spinta ma non giustifico l'eccessivo narcisismo costituito da parole vuote che servono solo a riempire ciò che non si vuole vedere.
Tanto tornerà su, accantonare (evitare) non serve a nulla o meglio non serve a scacciare. Serve solamente a tornare entro il guscio iniziale, cosa che non auguro a nessuno ma che non posso impedire.
A me ha fatto un po' incazzare questo modo di prendere il necessario, andare via e sputare nel piatto ove si è mangiato nonostante tutte le parole precedentemente proferite in merito alla questione.
Riconosco, tuttavia, che sia una reazione più che normale nella sua mediocrità non ragionata.
C'è un sacco di gente che invece di vivere vivacchia, rinfoltiamo i ranghi.
C'è anche un sacco di gente che si confronta, da aiuto senza nulla chiedere per sè, chiede aiuto senza malizia nè secondi fini. Sono queste le persone di cui mi sono innamorato, PREPOS è l'idea che amo, amo i pomeriggi soleggiati e le coccole di chi ricambia il mio sentire.
Grazie.
Ed è proprio così, utilizzare il dono ci che viene fatto in termini di amore e cura per noi da parte di altri, contro loro stessi andandone a modificare il vero significato in una chiave puramente rivista..è un errore che si paga caro.
Prevaricare, Demotivare, Squalificare, Intimidire, Istigare, Sedurre, Manipolare, Imbrogliare, Opprimere...sono tutte cose che si possono fare, certamente, non fosse che attuandole ci si rigirano contro per strade diverse, complesse ma non oscure. Per non parlare del fatto che se si incrocia un Cavaliere finisce la pacchia, poi dipende dalla propensione dello stesso cavaliere, alla pietà.
Reinterpretare alcune azioni, mosse dal desiderio di aiutare nel concreto e trasformarle in pseudo squalifiche non è stata una bella mossa, tuttavia concordo con la visione di Hunter Adams corretta alla Masini Enzo...comprendo la spinta ma non giustifico l'eccessivo narcisismo costituito da parole vuote che servono solo a riempire ciò che non si vuole vedere.
Tanto tornerà su, accantonare (evitare) non serve a nulla o meglio non serve a scacciare. Serve solamente a tornare entro il guscio iniziale, cosa che non auguro a nessuno ma che non posso impedire.
A me ha fatto un po' incazzare questo modo di prendere il necessario, andare via e sputare nel piatto ove si è mangiato nonostante tutte le parole precedentemente proferite in merito alla questione.
Riconosco, tuttavia, che sia una reazione più che normale nella sua mediocrità non ragionata.
C'è un sacco di gente che invece di vivere vivacchia, rinfoltiamo i ranghi.
C'è anche un sacco di gente che si confronta, da aiuto senza nulla chiedere per sè, chiede aiuto senza malizia nè secondi fini. Sono queste le persone di cui mi sono innamorato, PREPOS è l'idea che amo, amo i pomeriggi soleggiati e le coccole di chi ricambia il mio sentire.
Grazie.
lunedì 7 ottobre 2013
Dipendente senza *assunzione*
Per introdurre il concetto di dipendenza senza
sostanza c’è bisogno di evitare un elenco asettico e sostituirlo altresi con la
risposta alla più che nota domanda: perchè arrivare alla dipendenza? Prendiamo
in considerazione che una delle difficoltà che alcune persone incontrano nella
vita, causa di disagi più o meno marcati, è definibile come l’incapacità di
esplorare dentro sè stessi alcuni percorsi dell’essere umano.
Se una persona non riesce a trovare nel suo vissuto alcune di queste emozioni come possono essere la capacità di stupirsi, di voglia di ridere, il potersi incantare, il poter provare coraggio e la carica derivante da esso per potersi muovere in un certo modo, allora quella persona ricercherà cotali emozioni nella chimica. Ho usato la parola chimica e non sostanza chimica poichè le emozioni altro non sono che reazioni chimiche, enzimi prodotti che stimola reazioni in altri organi, ecc..
Se una persona non riesce a trovare nel suo vissuto alcune di queste emozioni come possono essere la capacità di stupirsi, di voglia di ridere, il potersi incantare, il poter provare coraggio e la carica derivante da esso per potersi muovere in un certo modo, allora quella persona ricercherà cotali emozioni nella chimica. Ho usato la parola chimica e non sostanza chimica poichè le emozioni altro non sono che reazioni chimiche, enzimi prodotti che stimola reazioni in altri organi, ecc..
In ambito psicobiologico,
prendendo come esempio quanto elaborato da Cloninger, si distinguono tre tratti
di base del temperamento : ricerca di novità, bisogno di ricompensa e paura
della sofferenza e che ciascuno di essi causi l’attivazione di un determinato
neurotrasmettitore ( dopamia, noradrenalina e serotonina).
Questo assunto è molto
importante per poter capire quali neurotrasmettitori si attivino in
risposta a determinati controlli valutativi
dello stimolo (CVS), che possono aiutare a restringere il campo sulla
determinazione teorica di ciò che rende dipendente una persona a determinate
situazioni mantenendo come riferimento l’emozione, o le emozioni, di base nel
quale la persona è maggiormente catalizzato a causa del suo vissuto, tutto ciò
chiaramente da un punto di vista chimico.
Come si arriva a poter definire la dipendenza in una visione omnicomprensiva a tutto tondo, per poterne poi intuirne e dedurne i rimedi,
partendo dalla chimica del nostro organismo?
Prenderò in esame, in futuro, le sette tipologie di dipendenza senza sostanza maggiori e troverò all'interno delle stesse molti tipi dipendenti diversi l'uno dall'altro, alla base dell'emozione ricercata, ma simili per rapporto dipendente.
domenica 6 ottobre 2013
Oggi mi sono imbattuto in questo articolo, la cui formula di scrittura è simile a molte recensioni informative (più o meno veritiere, la verità è un concetto che affronterò più avanti perchè molto complessa) votate a dare consigli partendo da una base di sfiducia, i quali (consigli) volgono a loro volta ad un atteggiamento di sfiducia tramite l'instillazione nelle persone della paura.
E' molto difficile trovare nei giornali o sulle prime pagine di internet notizie propositive volte a spronare una riflessione intelligente che possa portare un qualsiasi messaggio positivo.
Allora proviamo a cambiare i contenuti di ciò che viene propinato come "Paura di perdere/ Desiderio di avere" in uno slancio affettivo consapevole che fin troppe volte viene evitato.
Non contesto l'articolo in sè, alla fine fornisce informazioni utili, ma esse sono solo parole oppure si sta facendo qualcosa di concreto per fare in modo che questi alimenti spariscano e non vengano riformulati sotto altro nome?
O meglio...c'è un elenco sterminato di alcuni brand commerciali da evitare (con tanto di marca!), e quelli da promuovere dove sono?
Per esempio io lì conto 25 marchi definiti insalubri.
E questi due scienziati, possibile non forniscano ai lettori anche un appiglio di speranza, su ciò che invece fa bene al 100% con tanto di marca annessa e della motivazione per cui i composti all'interno non diano problemi? Io non credo, so chi sono queste due persone e non ho motivo di credere che si limitino ad una pubblicazione simile, credo che sia più una trovata da Facebook attribuibile a terzi.
Qual'è l'intento dell'articolo allora? Far venire un colpo a quello che, strabuzzando gli occhi dirà "Cazzo! Ho mangiato quella merda per 30 anni!! Sono fottuto"? Grandi, bel messaggio.
Tranquillo amico, anche se hai mangiato merda per 30 anni non hai mangiato SOLO merda, per cui togli quel piccolo prodotto. Non ho grandi consigli da dare però se giri su internet trovi un sacco di roba da mangiare che ti fa bene, la differenza con quella che ti nuoce è che la prima devi andarla a cercare, l'altra te la propinano in ogni dove.
Non sono questi articoli a risolverci i casini, anzi semmai li amplificano.
Lasciate perdere le marche, sapete già cosa mangiare, ma ciò che volevo sottolineare è il messaggio sottostante a questo articolo, quella frase che penetra attraverso le maglie della mente: vi do un elenco di verità assoluta, non faccio nulla affinchè questa verità venga consolidata però almeno vi spavento. Il fine? Non ha nessuna importanza al momento, non per Voi cari lettori.
Cosa chiederei io: gentilmente mi fornisce un elenco con almeno 50 prodotti, con la marca, che invece fanno bene e mi dice anche il perchè? Almeno bilanciamo lo sconforto del "Ho mangiato merda per 30 anni!!" con un "Oh, questo l'ho azzeccata !!"
Greetings
Greetings
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